Leadership femminile e leadership maschile non esistono

Leadership femminile e leadership maschile non esistono
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Leadership femminile e leadership maschile non esistono

Si dice che le donne non facciano rete e che siano “complicate”.

Io sono cresciuta con una mamma che mi diceva sempre che ero proprio così, una bambina complicata, e adesso ho capito cosa intendeva.

Io indagavo sempre, chiedevo sempre, questionavo sempre, come continuo a fare tuttora.

Questo non è sempre simpatico, gradito, ma è parte della natura di ogni donna.

Qualche settimana fa ho partecipato all’evento Rinascita 21 creato da Emilia Vila e supportato da Annamaria Gandolfi e Simona Tironi dalla Regione Lombardia, dove ne ho risentito parlare perché è vero, ci piace scovare, ci piace indagare, vogliamo capire e approfondire.

Siamo determinate, oneste e non molliamo.

La leadership al femminile non è diversa da quella maschile, nel senso di essere un esempio. Siamo tutti leader in quanto impariamo ed insegniamo esplicitamente attraverso tutti i nostri comportamenti, e quindi è importantissimo essere consapevoli di cosa trasmettiamo e rappresentiamo.

Il punto oggi è che skills che sono generalmente considerate come prettamente femminili, come essere inclusivi, ascoltare di più, essere più generosi e più empatici, andrebbero sviluppate e usate da tutti, indipendentemente dal genere a cui si appartiene.

Mi spiego meglio.

Molte donne negli anni 80 pensavano che per essere leader avevano bisogno di avere skill maschili. Facevano di tutto per raggiungere quella forza, autorità, audacia e grinta che si pensava essere relegata solo al mondo maschile annullando tutto ciò che poteva essere considerato femminile. Estreme.

Oggi al contrario esaltiamo le skills femminili come la gentilezza, l’empatia, la generosità, ma le leghiamo al mondo femminile.

La verità, per me, sta nel mezzo. Sono convinta che, invece di dividere la leadership in femminile e maschile, sia più utile parlare di una leadership più completa, una leadership che sia consapevole, forte, gentile e audace. In una parola human.

Tutti abbiamo una scatola degli attrezzi fatta di skills diverse tra loro e dobbiamo imparare ad usarle tutte.

Quando partecipo a eventi di leadership al femminile il mio lavoro si focalizza sui retaggi culturali che noi donne tendiamo a portarci dietro.

Non darsi il giusto valore, non farsi vedere troppo, non chiedere, del famoso impostor syndrome che ha racchiuso tanti di questi “sintomi”.

Tutti questi atteggiamenti sono tipici del mondo femminile e, per diventare buoni leader, è necessario superare questi blocchi che impediscono di muoverci. Semplice ma non facile!

Basta solo giocare con la formula di conoscersi bene + sentirsi in pace con la propria storia + essere realisti sulle proprie aspettative + avere quella illusione, voglia di cose che ti rendono felice.

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