Riconoscimento

Riconoscimento
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Qual è la cosa che tutti gli esseri umani desiderano? Attenzione. (Le donne, forse, un pochiiiino più degli uomini!).

È vero che se vuoi qualcosa da qualcuno, o dall’Universo, sei tu che devi dare per primo. Con questo non intendo che devi dare per primo, ma di solito per me funziona così. Se sei gentile con gli altri, gli altri saranno gentili con te; se sorridi, di solito la gente ti risponde con un sorriso; se doni del denaro per una buona causa, prima o poi ti torna indietro, e così via.

Noi esseri umani siamo strani, nel senso che andiamo ‘in automatico’ e ci abituiamo alle diverse situazioni, alle persone, a essere in salute, ad avere il cibo in tavola, ad avere qualcuno che si prenda cura di noi. A un certo punto, però, si arriva a quella sottile linea di confine, superata la quale “chi dà” inizia a chiedersi se sta ricevendo in cambio quello che desidera, quello di cui ha bisogno. E se la risposta è no, allora potrebbero essere guai!

Dico “potrebbe” perché è qui che entrano in gioco le nostre credenze, i nostri schemi comportamentali e i valori di ognuno di noi. Devo continuare a dare, anche se non ricevo in cambio ciò di cui ho bisogno? Mi dedico alle persone e ai posti giusti? Quanto potrò continuare a dare in attesa di ricevere in cambio ciò che voglio? Forse dovrei tener duro con questo lavoro, questa relazione, questo trattamento, perché le cose cambieranno. Il senso di colpa, la responsabilità, la paura e il dubbio si fanno strada.

Naturalmente è una nostra scelta decidere quanto dare. Ed è una nostra scelta stabilire quanto ci aspettiamo in termini di “ritorno sull’investimento”.

È a questo punto che iniziamo a pensare cosa vogliamo veramente per noi stessi. Vale davvero la pena investire attenzioni ed energie in quella cosa? Se mi dedicassi un po’ meno a certe persone o situazioni, la loro vita cambierebbe in modo significativo? In meglio o in peggio? E la tua?

Ho tradotto riconoscimento dall’inglese Acknowledgement. Nella spiegazione di Wikipedia, il riconoscimento in ambito legale è la dichiarazione o affermazione di un proprio atto per dargli validità legale. Nel campo dell’arte creativa, invece, è una dichiarazione di gratitudine per l’assistenza nella creazione di un’opera. Ho preso questi due esempi perché credo sia difficile spiegare esattamente tutto quello che implica la parola riconoscimento. Per me è una combinazione tra affermare un atto di qualcuno, riconoscere la persona e ringraziarla.

Come ti senti quando qualcuno ti chiede del tuo lavoro ed è davvero interessato, vuole entrare nei dettagli? Per prima cosa pensi che sia un po’ strano, ma poi sei così entusiasta e preso dal racconto che ti senti davvero bene!
Cosa provi quanto il tuo partner ti dice che sei un esempio per lui o per lei e che grazie a te sta imparando un sacco? Per non parlare degli ospiti che ti fanno i complimenti per la cena che hai appena preparato. O dei tuoi figli che, vedendoti stanca una sera, ti chiedono com’è andata la giornata. Bello, eh?

Ma veniamo al dunque.
Secondo me, oggi come oggi il concetto di riconoscimento nei confronti delle altre persone ha perso valore.

Quello che per me è ancora peggio, è il NON riconoscimento. Quando, ad esempio, incontri delle persone che si rifiutano di riconoscerti perché questo distoglie attenzione da loro. Forse questo è un mio pregiudizio, ma credo sia un segno di debolezza ed egoismo. Siamo talmente presi dalla nostra quotidianità e dalle nostre insicurezze, che facciamo una fatica incredibile ad aprire il nostro cuore agli altri.

Ad applicare il concetto di sponsorship, come lo chiama Robert Dilts. Esserci al 100% con e per te. Riconoscere chi hai di fronte e farlo sentire a suo agio.

Mi è capitato di incontrare alcune persone che si ostinavano, e si ostinano tutt’ora, a non darmi il loro riconoscimento, e la cosa mi disorienta.
Mi disorienta perché di solito sono persone in gamba, che sono intelligenti e hanno tanto, ma non riescono a guardarsi nelle cose che forse le danno più fastidio. Secondo me, non è che non gli vado. Semplicemente non gli vanno di affrontare le cose di me che non gli vanno! Disorientante anche questa frase ahhh?? : ) . Come se li privassi di qualcosa, non so (io, naturalmente, ho la mia teoria, ma dovrei scrivere tutto un altro articolo!).

Queste persone mi hanno insegnato molto perché, nel mio intento di piacere a tutti, non potevo sopportare di non essere accettata da loro. Finché, a un certo punto, mi sono resa conto che quello che volevo, dovevo darmelo da sola. E ciò che loro non mi “davano”, era qualcosa che non potevano dare a se stessi. Così ho smesso di prestargli troppe attenzioni, chiedendomi sempre perché questo e perché l’altro, non importa, quella è la loro strada, io devo concentrarmi sulla mia.

Non aspettare di ricevere dagli altri ciò che non potrai MAI ottenere perché non sono in grado di dartelo. Se decidi di dare, pur sapendo che non riceverai nessun riconoscimento, è un’altra faccenda.

Investi e passa il tuo tempo con persone che ti RICONOSCONO.
Con persone che ti dedicano l’attenzione che meriti e non sprecare tempo ed energie volendo conquistare un nemico. Accontentati di capire perché la loro indifferenza t’infastidisce tanto, ma poi vai avanti.

Ci sono tante persone là fuori in attesa del tuo riconoscimento e attenzione!

Buona settimana,

Nancy

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